La polizza D&O può non bastare: il nodo della manleva dopo la Cassazione

La Cassazione n. 18458/2026 interviene sulle polizze D&O e sulla manleva degli amministratori. Scopri perché statuto, contratto e copertura assicurativa devono essere coordinati.

Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha acceso i riflettori su un tema che molte società hanno sempre dato per scontato: una polizza D&O può non essere sufficiente se non è coordinata con gli strumenti giuridici della società. In questo articolo analizziamo cosa cambia concretamente per amministratori, imprenditori e professionisti.

In questo articolo

  • Cosa cambia dopo la sentenza 18458 della Cassazione
  • Perché una D&O può non bastare
  • Il ruolo della manleva
  • Gli errori più frequenti (da evitare)
  • La checklist da verificare
  • In conclusione

“Abbiamo una D&O. Su questo siamo tranquilli.”

È una delle frasi che sento ripetere più spesso durante gli incontri con imprenditori e amministratori.

Qualche settimana fa l’ha pronunciata anche l’amministratore di una società manifatturiera.

La polizza c’era.
Il massimale era importante.
La società era convinta di aver fatto tutto il necessario.

Gli ho fatto una sola domanda.

“Dove avete disciplinato la manleva dell’amministratore?”

Silenzio.

Abbiamo aperto lo statuto. Nessuna previsione.

Abbiamo letto il contratto di amministrazione. Nessun obbligo assunto dalla società.

Abbiamo verificato le delibere assembleari. Anche lì, nulla.

La polizza D&O era stata acquistata con attenzione. Eppure mancava proprio uno degli elementi che oggi rischia di fare la differenza.

Ed è qui che entra in gioco la recente Ordinanza n. 18458 dell’8 giugno 2026 della Corte di Cassazione, destinata a cambiare il modo in cui imprese, amministratori e professionisti dovranno guardare alle coperture D&O.


Cosa ha stabilito la Cassazione

La Corte di Cassazione ha affrontato un tema molto specifico, ma dalle conseguenze potenzialmente rilevanti.

Secondo il principio espresso nell’Ordinanza n. 18458/2026, può essere considerata nulla la clausola della polizza D&O che rimborsa alla società le somme corrisposte all’amministratore quando manca un obbligo legale o contrattuale che imponga preventivamente alla società di sostenere tale onere.

Il ragionamento della Corte parte da un principio del Codice Civile spesso trascurato. Se il rischio non esiste giuridicamente, non può essere assicurato.

Per questo motivo la pronuncia richiama espressamente l’articolo 1895 del Codice Civile, evidenziando come, in assenza di un obbligo preventivamente assunto dalla società, il rischio assicurato possa essere considerato inesistente.


Perché questa decisione riguarda moltissime società

Molti amministratori pensano che la D&O sia sufficiente, da sola, a proteggerli.

In realtà una polizza non vive isolata.

Fa parte di un sistema composto da:

  • statuto societario;
  • contratto di amministrazione;
  • delibere assembleari;
  • disciplina della manleva;
  • copertura assicurativa.

Se questi strumenti non sono coerenti tra loro, il problema potrebbe emergere proprio nel momento in cui si richiede l’indennizzo.

È questo il vero messaggio della Cassazione.

Non basta acquistare una polizza. Occorre verificare che esistano tutti i presupposti giuridici affinché quella copertura possa operare senza contestazioni.


Il problema non è assicurativo. È di governance.

Questa è probabilmente la riflessione più importante.

Negli ultimi anni si è parlato molto di adeguati assetti, responsabilità degli amministratori e gestione dei rischi.

La pronuncia della Cassazione si inserisce perfettamente in questo percorso.

Proteggere un amministratore oggi significa costruire un sistema nel quale diritto societario, governance e gestione dei rischi lavorino insieme.

Una D&O acquistata senza verificare la documentazione societaria può trasmettere un senso di sicurezza che, nei casi più delicati, rischia di rivelarsi soltanto apparente.


Cosa dovrebbe verificare oggi ogni amministratore

Ogni società dovrebbe chiedersi:

✅ Lo statuto disciplina la manleva degli amministratori?

✅ Il contratto di amministrazione contiene obblighi chiari?

✅ Esistono delibere assembleari coerenti?

✅ La disciplina della manleva è coordinata con la polizza D&O?

✅ I massimali sono realmente adeguati ai rischi della società?

✅ Le esclusioni previste dalla polizza sono state analizzate?

✅ Le spese di difesa incidono sul massimale?

✅ Tutta la documentazione societaria è stata aggiornata dopo i recenti orientamenti giurisprudenziali?

Sono domande semplici. Ma spesso fanno emergere criticità che rimangono invisibili per anni.


Il ruolo dei professionisti

Una delle conclusioni più interessanti che emerge da questa vicenda è che nessun professionista, da solo, può costruire una tutela realmente efficace.

L’avvocato interviene sulla disciplina giuridica.

Il notaio sugli strumenti societari.

Il commercialista sulla governance e sugli assetti.

Il broker specializzato verifica che tutto questo sia coerente con il trasferimento del rischio al mercato assicurativo (con player affidabili).

È proprio nell’integrazione tra queste competenze che nasce una protezione realmente efficace.


La vera domanda da porsi

La domanda non è:

“Abbiamo una polizza D&O?”

La domanda corretta è un’altra.

“Se domani dovessimo utilizzarla, siamo certi che tutti i presupposti giuridici e societari siano stati costruiti correttamente?”

Perché la differenza tra una polizza acquistata e una polizza realmente efficace non si misura il giorno della firma. Si misura il giorno del sinistro.


Una riflessione finale

Nella nostra attività di Analisi dei Rischi secondo il metodo ARCA, capita spesso di individuare criticità che non riguardano direttamente il contratto assicurativo.

Ed è giusto che sia così. Il nostro compito non è sostituirci ad avvocati, notai o commercialisti.

Il nostro compito è individuare il rischio, comprenderne le implicazioni e favorire il dialogo tra tutte le professionalità coinvolte.

Perché la migliore copertura assicurativa non è quella che costa di più. È quella che, quando serve davvero, può operare senza lasciare spazio a contestazioni.

dott.ssa Giovanna Lamuraglia

Risk Advisor specializzata nella gestione dei rischi d’impresa e nella verifica delle coperture per amministratori, dirigenti e organi societari.

Fonti

  • Corte di Cassazione – Ordinanza n.18458/2026
  • Art.1895 Codice Civile
  • Documentazione ufficiale IVASS

FAQ

La Cassazione ha dichiarato nulle tutte le polizze D&O?
No. La pronuncia riguarda la validità di una specifica clausola di rimborso alla società quando manca un effettivo obbligo di manleva.

Che cosa significa Side B Coverage?
È la garanzia che può rimborsare la società quando questa sostiene legittimamente costi o somme per conto degli amministratori.

La manleva deve essere prevista nello statuto?
Non necessariamente. Può essere valutata anche nel contratto di amministrazione o in una specifica delibera, nei limiti consentiti dall’ordinamento.

Una delibera approvata dopo il sinistro è sufficiente?
È un punto critico. Il principio riguarda l’esistenza preventiva dell’obbligo; una previsione successiva potrebbe non risolvere il problema.

Chi deve verificare la documentazione?
La verifica dovrebbe essere coordinata tra società, consulente legale, commercialista e broker specializzato.

La polizza D&O protegge anche il patrimonio personale dell’amministratore?
Dipende dalla struttura della copertura, dai soggetti assicurati, dalle esclusioni, dal massimale e dalle circostanze della richiesta.